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Per le mani provate ad usare un cucchiaio di olio e un pizzico di zucchero: sfregate per bene e poi risciacquate. Si tratta di un rimedio per restituire “candore”, ma serve anche a curare le mani arrossate.
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Calzini e collant più resistenti Mettendo un cucchiaio di zucchero nell’acqua dove laverete calze e collant questi diventeranno più resistenti. |
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Zucchero vanigliato in casa Ingredienti: 500 gr. di zucchero semolato, una stecca di vaniglia Versare lo zucchero in un barattolo da cucina in vetro, immergervi la stecca di vaniglia e lasciare riposare in un luogo buio e fresco per qualche giorno mescolando lo zucchero ogni tanto. Usare poi lo zucchero al posto del normale zucchero vanigliato, lasciando la stecca di vaniglia dentro al barattolo. La stecca di vaniglia può essere riutilizzata ancora un paio di volte. |
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Sgarbi
dolce come lo zucchero Da:http://www.gossipnews.it/notizie2/010126y1.shtml |
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Zucchero + acque nere = energia elettrica Aggiungete zucchero alle acque putride e cosa ottenete? Secondo Gregory Zeikus un presa elettrica. Con una piccola manipolazione ed un po' di glucosio il biochimico del Michigan è riuscito a trasformare dei comuni batteri in minuscole centrali elettriche. La rivista scientifica New Scientist ha dato un'occhiata alla cella di biocarburante alimentata con zucchero che potrebbe risolvere problemi di alimentazione di pacemakers, pompe per insulina e protesi.
Da:http://www.mybestlife.com/ambiente/News/nuove_bio_celle.htm |
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Itinerario al Monte Zucchero
Per informazioni consultare il sito http://www.capanneti.ch/osola/osola.html |
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Il piombo di zucchero - un trucco per aumentare la distanza del lancio Lo scopo di questo accrocchio è di riuscire a lanciare con precisione e ottima distanza, esche estremamente leggere tipo piccoli popperini, cucchiaini del n°0 o n°00, piccoli grub o piccoli minnow galleggianti. Chiaramente può essere utilizzato anche con esche più pesanti aumentandone così il peso complessivo e di conseguenza la distanza del lancio cosa a volte fondamentale. Caratteristiche : ottima robustezza e resistenza ( non si rompe in fase di lancio ), ha un peso di circa 10 gr. e si scioglie, rilasciando quindi il filo, in circa 10 secondi. Tale tempo e' stato cronometrato immergendo delicatamente il cubetto in una bacinella di acqua fredda sino al suo completo scioglimento. Chiaramente l'impatto con l'acqua dovuto al lancio e l'attrito dell'acqua stessa durante la sua discesa verso il fondo fanno diminuire tale tempo, inoltre non e' necessario aspettare che si sciolga completamente affinchè il filo e l'esca siano liberi. E' più lungo il tempo di attesa per vedere risalire a galla la nostra esca nel caso fosse del tipo galleggiante. Come costruirlo : occorrono due zollette di zucchero. Su ognuna si pratica nel mezzo un incavo sufficiente, una volta unite le zollete, a far passare agevolmente il moschettone con girella a cui agganceremo la nostra esca. Particolare verde dell'immagine. Sulle facce ai lati dell'incavo su una sola delle due zollette mettiamo della normale colla tipo attaccatutto. Particolare rosso dell'immagine.Si uniscono quindi le zollette, si aspetta che la colla asciughi e il tutto e' realizzato e pronto all'uso. Quanti costruirne e portarsene dietro dipende chiaramente dalle vostre abitudini di pesca considerato che ad ogni lancio ne va logicamente utilizzato uno.
Da: http://www.anteprima.net/Spinningonline/tecnica/piombo.asp |
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Sarcofago restaurato con lo zucchero BOLZANO - Tre anni fa venne scoperto in località Elzenbaum nel Comune di Vipiteno un "sepolcreto" del primo Medioevo, contenente otto sarcofagi ricavati da tronchi di legno. Ora è possibile vedere il primo di questi sarcofagi all'ultimo piano del Museo archeologico di Bolzano. Le analisi e le operazioni connesse alla conservazione dei sarcofagi di Elzenbaum, finanziate dall'Ufficio beni archeologici della Provincia e condotte in collaborazione con alcuni istituti scientifici, sono ormai concluse. La stabilizzazione dei legni bagnati d'interesse archeologico è stata effettuata per mezzo di zucchero: una tecnica sperimentata per la prima volta e con successo in Alto Adige: forma e colori dei sarcofagi ricavati da tronchi d'albero si sono infatti mantenuti alterati. Il metodo impiegato è semplice: il sarcofago è stato completamente immerso in una soluzione d'acqua e zucchero, che ha lentamente prosciugato l'acqua contenuta nelle cellule del legno, sostituendosi ad essa. La struttura del legno viene così sorretta da un'impalcatura di cristalli di zucchero. Il museo ha approntato una struttura speciale per consentire ai visitatori di vedere da vicino la struttura tombale e le tracce di lavorazione del legno, magnificamente conservatesi sulla superficie. Ieri la singolare operazione di restauro è stata illustrata presso il museo dalla direttrice del progetto Angelika Fleckinger, dall'antropologa Silvia Renhart e da Helmuth Preuss, restauratore di Costanza.
Tratto da un articolo del quotidiano "Alto Adige" del 10.02.1999 |
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Trovate tracce di zucchero nella Via Lattea Da: IL Quotidiano.net |
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Anemia Falciforme - Un dolcificante puo' essere d'aiuto Che cosa c'entra l'aspartame, uno dei più noti dolcificanti che aiutano a perdere peso, con l'anemia falciforme, una seria malattia del sangue caratterizzata, una seria malattia del sangue caratterizzata dalla presenza di globuli rossi a forma di falce? Nulla diremmo noi, ma i ricercatori dell'università di Oklahoma City (USA) hanno dimostrato il contrario. Un mg di aspartame per ogni ml di sangue è stato in grado di dimezzare la presenza di globuli rossi malati nei 20 bambini sottoposti all'esperimento. I piccoli soffrivano tutti di anemia falciforme o mediterranea e hanno tratto giovamento da questa cura così dolce. Naturalmente si tratta di una ricerca sperimentale che attualmente è ancora in corso.
Da: Telesette nr. 38 anno 2001 - Viversani & Belli |
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Glucosio E' uno zucchero semplice, a sei atomi di carbonio (C6 H12 O6), detto anche destrosio. E' uno dei composti organici più diffusi in natura sia in forma libera, sia in combinazione con altri carboidrati (amido, glicogeno, saccarosio, ecc.). Viene prodotto dalla fotosintesi ed è presente in gran quantità nella frutta dolce. Si presenta in cristalli incolori.
Da: Telesette nr. 38 anno 2001 - Scienza Tecnica |
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Le melanzane Le ottime melanzane sono spesso difficili da digerire. Evitare questo spiacevole inconveniente scottandole, una volta affettate, in acqua bollente a cui avete aggiunto un bicchiere di vino bianco, un cucchiaio di aceto, un cucchiaio di zucchero, un poco di sale e qualche foglia di basilico. colate bene e cucinatele come preferite.
Da: Telesette nr. 38 anno 2001 - I segreti della nonna |
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Sugar Sugar (Sigla d'apertura di Fantastico 6 1985/86) Il programma andava in onda il sabato sera su Raiuno per 14 puntate, Lorella all'interno di ogni puntata ballava la sigla di testa, si esibiva in due balletti e cantava insieme a Galyn Gorg e i loro primi ballerini "Chi è di scena". Testo della canzone: L'ascensore salirà sopra i tetti di città c'è qualcuno che mi aspetta: Sugar Sugar. Sembra un angelo e chissà perchè ali lui non ha io lo chiamo solamente Sugar Sugar. Negli occhi suoi è il cielo di New York e un viso che che non tradisce mai insieme a lui perciò mi lancerò e il paracadute certo non servirà. Verso il blu respirando noi aria pulita, voglia di vita. Verso il blu galleggiando noi oh Sugar Sugar sono dove vuoi. Ha lo sguardo di chi va di chi non ritornerà ma non lascia cicatrici nel mio cuore. Insieme a lui perciò mi lancerò e il paracadute certo non servirà. Verso il blu respirando noi aria pulita, voglia di vita. Verso
il blu galleggiando noi oh Sugar Sugar. Da: http://digilander.iol.it/lorcuc/Sugar/20sugar |
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LONDRA,
1 AGOSTO 2001 - Anche la barbabietola da zucchero sta
vivendo il suo momento di celebrità su Internet. Una piantina
britannica sta crescendo sotto l'occhio costante di una web
camera che ne trasmette le immagini in rete sul sito: www.bertiethebeet.co.uk. Da: http://quotidiano.monrif.net/chan/magazine:2420329:/2001/11/02 |
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In arrivo lo champagne alla canna da zucchero Bollicine alla canna da zucchero. E' quanto potrebbe accedere nei prossimi anni grazie alle nuove tecnologie messe a punto da alcuni scienziati francesi per stabilizzare il succo della canna e renderlo così duttile a diversi usi, anche per lo champagne. Alcuni ricercatori hanno adottato la tecnica dell'ultrafiltrazione per risolvere i 2 maggiori problemi del succo di canna: la forte presenza di microbi ed i depositi di particelle. La canna da zucchero è prodotta in ben 98 paesi e, per ora, il suo uso è limitato alla produzione di zucchero e rhum, anche se le sue potenzialità di utilizzo, una volta superate le maggiori difficoltà, sono immense. L'ultrafiltrazione permette di stabilizzare il succo di canna e lo rende adatto ad ogni sorta di trasformazione: questa tecnica permette infatti di rispettare la qualità del succo e di facilitarne la trasformazione e la conservazione. Tradizionalmente, infatti, il succo di canna si conserva solo per qualche ora mentre con l'ultrafiltrazione può essere conservato per mesi, mantenendo il suo gusto inalterato.
Da: http://kwnews.kataweb.it/kwnews/default.jsp?idCategory=2233&idContent=160938 |
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UN POCO DI ZUCCHERO (da "Mary Poppins") In
tutto ciò che devi far
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28.02.2002 - L'Onorevole Alessandra Mussolini con delle bustine di zucchero....... Una giornata quella di oggi scandita per la terza giornata da tumulti e sospensioni. La seduta era stata sospesa in mattinata dal presidente della Camera Pier Ferdinando Casini dopo lo sketch di cui e'' stato protagonista il deputato della Margherita Roberto Giachetti che, per protesta, ha svolto il suo intervento in Aula senza giacca. ''''Visto che questa e'' una legge che non prevede sanzioni - aveva spiegato polemico- voglio dimostrare che se un semplice deputato viola una norma regolamentare di puro decoro la sanzione scatta immediata: il presidente della Camera e'' costretto ad applicarla...''''. Giachetti, ripreso da Casini, che ha anche invitato il capogruppo della Margherita Pierluigi Castagnetti ad adoperarsi per far rispettare il regolamento. Ma Giachetti e'' rimasto in aula senza giacca, anche quando dopo di lui, ha preso la parola il ministro Frattini. E verso di lui si e'' diretta Alessandra MUSSOLINI con delle bustine di ZUCCHERO su di un vassoio ''''per addolcirli un po'' -ironizza- visto che sono due giorni che ci insultano e si arrabbiano come in un''interminabile seduta psicoanalitica...''''. A Casini non e'' restato altro che sospendere la seduta. ''''Onorevole MUSSOLINI -ha esclamato attonito- ma che sta facendo...?''''.
Da:http://news2000.iol.it/index_news.jhtml?id=3401175&ricerca=zucchero&parole=tutte |
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La Ditta Bengi, ha avuto un'originale ed ..... infinita idea. Infatti per pubblicizzare l'azienda ed il materiale in vendita, ha pensato di realizzare delle bustine di zucchero. Tali bustine sono divise per genere merceologico, sono numerate e man mano che arrivano nuovi prodotti, vengono realizzate nuove bustine. Per maggiori informazioni consultate il sito http://www.bengi.it |
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Quanti trucchi con lo zucchero in cucina
Una puntina di zucchero sta bene nella salsa al pomodoro perché toglie l'acidità.
Se preparate i sottaceti in casa, conviene aggiungere un po' di zucchero, anche in questo caso per togliere l'acidità.
Un cucchiaino di zucchero e qualche bacca di ginepro bruciati sulla piastra del fornello tolgono qualunque cattivo odore in cucina.
Per montare le meringhe alla perfezione unite un pizzico di zucchero agli albumi, montare per qualche minuto, poi aggiungere lo zucchero rimanente e continuare a montare.
Per fare le meringhe usate sempre lo zucchero semolato: quello a velo contiene infatti il 3% di amido e non fa montare gli albumi.
Per sformare con facilità il budino, ungere lo stampo con burro fuso e spolveratelo con zucchero a velo. Il budino si staccherà alla perfezione.
Per cuocere bene un sufflé dolce e farlo restare su, spolverare la superficie con un po' di zucchero a velo.
Da: Bietole & Zucchero 1/2002 - Speciale Zucchero, a cura di M. Schiaffino |
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Ayurveda - Utile per combattere il diabete La ricerca non poteva essere effettuata che in india, la patria dell'ayurveda. Studiosi indiani dell'università Annamalai di Tamil Nadu stanno sperimentando il Cegent db per combattere il diabete. questo composto contiene 9 tipi di piacere ed è utilizzato da più di 5.000 anni nella medicina ayurvedica. Per contrastare il diabete, in via sperimentale, è somministrato in soluzione con acqua, per 40 giorni. Sui topi di laboratorio si è dimostrato efficace per ridurre la concentrazione di glucosio nel sangue e per aumentare i livelli d'insulina, l'ormone la cui carenza è responsabile del diabete. Il Cogent è efficace anche per prevenire la perdita di peso.
Da: Telesette nr. 19 anno 2002 - Benessere |
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| Ordinare lo zucchero da collezione - http://www.deananddeluca.com | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Blu, arancio, rosa. No, non sono lattine di vernice in cristalli nè di sabbia colorata del deserto. E' zucchero. Che accende l'estate con colori termoresistenti (al forno). Lo vendono a New York, nel gourmet store Dean & De Luca. Prezzo da collezionisti: 50 dollari il set da 8 lattine. |
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Da: Anna nr. 26 - 28 giugno 2002 |
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Non c'è bustina di zucchero senza una buona tazzina di caffè. Non c'è tazzina di caffè senza una buona macchina per il caffè. Il primo museo virtuale delle macchine per caffè - http://www.espressomadeinitaly.com |
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Collezione Privata Enrico Maltoni
Benvenuti nella dimora delle vecchie signore, il primo museo al
mondo dedicato alla storia della macchina per il caffè espresso. |
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Zucchero Elettorale
Divieto disposto e poi revocato. Il candidato le distribuisce di
persona. Nelle bustine dei bar zucchero «elettorale»
Vietata la distribuzione nei bar e nelle caffetterie delle bustine
di zucchero «elettorali» accompagnate al caffè o al cappuccino.
Poi il divieto è stato ritirato. Ma il candidato che aveva
escogitato questo nuovo mezzo propagandistico, lungi dallo
scoraggiarsi, si mette in giro per le vie della città, con una
sacchetto in mano, distribuendo personalmente le bustine
«elettorali».
Il divieto era arrivato ieri mattina dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di via Siracusa, che avevano ritenuto non conforme a legge la propaganda elettorale «innovativa» di uno dei due candidati a sindaco. Un ordine che è stato revocato nella tarda serata di ieri. In particolare veniva messa in discussione l'interpretazione della norma che impone «da parte dell'amministrazione comunale con popolazione residente superiore a 150 abitanti di stabilire appositi spazi elettorali da destinare, a mezzo di distinti tabelloni o riquadri, esclusivamente all'affissione degli stampati, dei giornali murali o di manifesti». La propaganda sulle bustine dello zucchero, per aumentare e raccogliere il consenso popolare, «addolcendo» gli elettori che si recheranno alle urne dopodomani, non è nuova. Un analogo esperimento è stato fatto a Lentini nel corso della campagna elettorale al primo turno ed è stata ripetuta nel corso delle elezioni nazionali. Un esperimento, dunque, uscito avallato anche dal forte seguito che ha avuto successivamente a suon di voti. L'idea nuova di associare lo zucchero alle elezioni, ha però suscitato reazioni immediate da parte della coalizione opposta, che ha scatenato un attacco, criticando il fronte opposto nel corso di un comizio elettorale. Gli oppositori infatti contestano una battaglia elettorale scorretta, sia nelle modalità con cui viene distribuito il mezzo propagandistico sia nella scritta che campeggia sulle bustine, sfornita dei partiti che compongono la coalizione e senza la dicitura «candidato sindaco» ma solo con la scritta «sindaco della città». Gli investigatori stanno cercando di andare a fondo nella problematica. Ieri mattina nei bar, nella piazza principale e all'interno del palazzo di città, l'argomento del giorno è stata l'innovativa campagna elettorale e il momentaneo «sequestro» delle bustine di zucchero «elettorali».
Dal giornale: La Sicilia |
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La Bustina di zucchero ed il codice di Crhistian Colantuono
Baubau esiste! IL RESTO
DEL CARLINO - 20, APRILE 2000 Da: http://www.giovaniscrittori.com/colantuono_christian/la_bustina_di_zucchero_ed_.html |
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Il
messaggio va anche nella tazzina del caffé.
di DAVIDE DESARIO Il Messaggero Online pag. 32 - 8 marzo 2001 |
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L'ultimo caffè di Michele Sindona
La colazione che viene servita a Michele Sindona la mattina del 20 marzo 1986 è la solita di tutti i giorni: un tè, un caffè, un bicchiere di latte e cinque bustine di zucchero. A preparargliela, come ogni mattina, sono degli agenti di custodia. In servizio quel giorno nel bar del supercarcere di Voghera ce ne sono tre, ma soltanto due si occupano della colazione di quel detenuto decisamente particolare.La guardia Antonio Simula versa l’acqua calda in un bricco e vi immerge una bustina di tè. Poi prepara due caffè, usando una sola dose: uno per Sindona e l’altro per un dipendente del penitenziario. Quindi versa il caffè destinato a Sindona in un piccolo thermos. Intanto il vicebrigadiere Nicolò Lanza sta riscaldando il latte con il vaporizzatore della macchina per l’espresso. A questo punto Simula e Lanza, ripetendo un gesto fatto centinaia di volte, prendono cinque bustine di zucchero dalla riserva comune e le chiudono in un barattolo. Il tutto viene poi sigillato in un contenitore montato su ruote, usato unicamente per il trasporto della colazione di Sindona. Il contenitore viene chiuso con un lucchetto. Sono altri due agenti di custodia, Gianfranco Boi e Rosario Ribbisi, a spingere il contenitore fino alla cella di Sindona. Il contenitore viene aperto dentro la cella di Sindona dal capoposto, il brigadiere Lucio Bussi. Sindona prende il tè e lo versa in una ciotola. Di solito era proprio il tè la prima cosa che beveva. Non quella mattina. Quella mattina Sindona decide invece di entrare nel piccolo bagno annesso alla cella. Porta con sé solo il bicchierino di carta in cui dal thermos ha versato il caffè e le cinque bustine di zucchero. Da questo momento nessuno degli agenti di custodia può vedere ciò che Sindona sta facendo in bagno. Da questo momento in poi non esistono testimonianze sugli ultimi istanti di Sindona. Tutto ciò che segue è stato ricostruito, usando il metodo induttivo, dall’inchiesta giudiziaria. Sindona depone il bicchierino sul lavabo, zucchera il caffè, getta nel water tutte le bustine di zucchero, comprese quelle inutilizzate, tira lo sciacquone pere eliminarle e d’un fiato trangugia il caffè. Sindona torna nel campo visivo delle guardie e delle telecamere a circuito chiuso che riprendono la scena, rientrando nella cella. Lo fa, barcollando ed urlando due volte: “Mi hanno avvelenato”. Poi stramazza sulla branda. Subito soccorso viene trasportato all’ospedale di Voghera già in stato comatoso. Morirà 56 ore dopo avvelenato – stabilirà il referto – da una dose massiccia di cianuro. Questa la ricostruzione dettagliata delle fasi che portano alla morte di Michele Sindona. Questi, invece, gli interrogativi tuttora aperti. 1) Perché il magistrato che si occuperà della vicenda viene chiamato soltanto quattro ore dopo il ricovero di Sindona in ospedale? 2) Come ha fatto il veleno a giungere nella cella di Sindona? 3 le ipotesi possibili: - qualcuno lo ha messo nel thermos che conteneva il caffè destinato a Sindona; - qualcuno lo ha messo in una delle cinque bustine di zucchero; - Sindona aveva già con sé il cianuro. Nei primi due casi si tratta di omicidio, nel terzo di suicidio. Ma se Sindona si è suicidato come ha fatto ad entrare in possesso del cianuro? Chi glielo ha dato? Forse lo aveva già con se al momento dell’arresto. Ma dove lo ha nascosto per un anno e mezzo, tanto è il tempo di permanenza di Sindona nella stessa cella? Al momento dell’ingresso in carcere i detenuti non devono forse consegnare tutti i loro effetti personali? 3) Questo ci porta alla questione delle visite che Sindona riceveva in carcere: il registro su cui – specie in un carcere di massima sicurezza come quello di Voghera – vanno annotate dettagliatamente le visite ricevute dai detenuti è risultato incompleto. E’ impossibile sapere chi e quando Sindona abbia incontrato nei giorni immediatamente precedenti la sua morte. 4) Perché le bustine di zucchero – che si sostiene Sindona abbia gettato nel water prima di tirare lo sciacquone e prima di bere il caffè – non sono mai state recuperate? Eppure bastava aprire un tombino situato nel corridoio proprio davanti alla cella. Si poteva in questo modo sapere se il cianuro era contenuto in una di esse. 5) Perché nessuno dei tre agenti di custodia che assistono alla morte di Sindona ricorda che lo stesso abbia tirato lo sciacquone del water dove sarebbero state gettate le bustine di zucchero? E’ possibile ipotizzare che lo sciacquone non sia mai stato tirato e che le bustine di zucchero siano scomparse nelle quattro ore che intercorrono tra il ricovero del detenuto in ospedale e l’arrivo del magistrato? 6) Da prove effettuate durante l’inchiesta sulla morte di Sindona è stato dimostrato a più riprese che sotto l’effetto dell’acqua dello sciacquone le bustine restavano a galla. 7) Perché il thermos che conteneva il caffè è stato sciacquato e riposto in un armadietto dove rimase per alcuni giorni, anziché essere consegnato subito ai periti? 8) Come mai a tutte le persone che hanno frequentato Sindona nei giorni immediatamente precedenti la sua morte, lo stesso non ha mai dato l’impressione di un uomo depresso, disperato, sull’orlo del suicidio? Perché ad Enzo Biagi – il giornalista che lo ha intervistato due giorni prima della sua morte – Sindona era apparso lucido e sereno, tutt’altro che prossimo ad un gesto estremo? Perché Sindona, dopo aver bevuto il suo ultimo caffè, grida: “Mi hanno avvelenato, mi hanno avvelenato”. E’ possibile immaginare che la drammatica invocazione di un uomo che sta morendo serva solo ad un’ennesima messinscena (Sindona ha già attuato quella del suo finto rapimento)? E una simile messinscena a che scopo servirebbe? Solo a gettare sospetti sui suoi nemici che altri non erano se non gli amici di un tempo? Da: http://www.misteriditalia.com/casosindona/morte/index.htm |
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Una foglia nel caffé e addio allo zucchero. Ecco la pianta che dolcifica. non fa ingrassare e si coltiva in casa: grazie al tam tam su internet sbarca in Italia l'ultima moda dell'alimentazione naturale.
di DONATELLA ALFONSO
ROMA -
Una foglia nel caffé e puoi scordarti della zuccheriera: con la Stevia
sul balcone di casa non c'è più bisogno di zucchero né chiaro né scuro,
né tanto meno di bustine di dolcificante. Perché questa piantina di
poche pretese, vagamente simile ad una pianta di basilico, dalle foglie
verdi con piccole infiorescenze bianche, è un dolcificante naturale
conosciuto da secoli dagli indios del Paraguay e del Brasile, le zone di
cui è originaria: e oggi chi ha la passione dell'alimentazione naturale
(e del fitness) scopre che una manciatina di foglie seccate sbriciolate
non solo nel caffé o nel té, ma anche negli impasti delle torte, rende
tutto trenta volte più dolce dello zucchero, a parità di peso, ma a
calorie zero. Questo è anche quanto garantisce il tam tam che passa in tutto il mondo (con vere e proprie roccaforti negli Usa) tramite Internet: sostenitori della Stevia sono infatti i gruppi ambientalisti, che la consigliano a chiunque voglia contare su alimenti naturali, combattendo dolcificanti ritenuti "nemici" come l'aspartame. "I clienti la guardavano con perplessità, all'inizio: poi hanno cominciato a incuriosirsi. Ne ho parlato a qualcuno che aveva problemi con il diabete, poi la voce è passata a chi aveva problemi con la linea, e la richiesta è cresciuta". Cos“ Carlo Pastorelli, floricoltore di Bogliasco, nei pressi di Genova, uno dei principali rivenditori della pianta dolcificante, spiega che questa potrebbe essere l'estate della Stevia, venduta a 7500 lire la piantina. Ma dolcifica davvero, come dice il cartellino? Basta assaggiare: una sola fogliolina sprigiona al palato, dopo qualche istante, una fortissima sensazione dolce; e resta, alla fine, un vago gusto di liquirizia. La Stevia (nome scientifico "Stevia Rebaudiana Bertonii") funziona sia fresca che essiccata (e ridotta in polvere), che come estratto in alcool. E' una pianta officinale di poche pretese, che va coltivata all'esterno ed innaffiata a dovere, potata quando i tralci raggiungono la misura di 50-60 centimetri (dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno) per permettere nuove vegetazioni e intanto fare la scorta per la stagione fredda. E' una perenne, perciò ogni anno dovrebbe garantire un nuovo raccolto, se è stata adeguatamente protetta durante l'inverno. "Era una pianta poco nota, almeno in Europa - spiega Pastorelli - mentre in Sudamerica è ancora largamente usata e in Giappone viene utilizzata da anni anche in modo industriale, per dolcificare la Diet Coke là prodotta". Ma i clienti, cosa dicono? Entrano nel vivaio, danno un'occhiata a gerani e aromatiche per rimettere in ordine il terrazzo o il giardino, e si incuriosiscono: in genere, prima dell'acquisto ci vuole l'assaggio, che vince la diffidenza. E poi, c'è Internet a dare garanzie: della Stevia si parla in parecchi siti, si scopre che i glucosidi che ne determinano il "dolcissimo" potere sono gli Steviosidi e i Rebaudiosidi, che oltre ad essere utilizzata per i dolci e le bevande, può essere utile a regolare il livello di glucosio nel sangue, per migliorare la digestione, distendere, ammorbidire la pelle anche con maschere facciali, prevenire infezioni e carie dentarie.
GENOVA (d.al.) - "La Stevia è stata una scoperta interessante. Abbiamo approfondito con altri floricoltori in Olanda in Usa e in Israele, tra gli altri, le proprietà della pianta, la disponibilità del mercato: e ci siamo fidati che potesse interessare anche in Italia". Roberto Noto è il tecnico della Euganea Floricoltori, la società cooperativa di Galzignano Terme, nel padovano, che ha avviato in Italia la coltivazione della Stevia, diffusa adesso in decine di vivai in tutte le regioni. E' la prima estate italiana della pianta dolcificante, che pur venendo dalla tradizione e da secoli di uso naturale, è stata lanciata in tutto il mondo dalla Rete. E' infatti il Web a riportare decine di siti, in buona parte statunitensi, che sono dedicati alla Stevia e alle sue proprietà, e che stanno diffondendo nel vasto mondo di chi ama mangiare in maniera naturale la curiosità di mettersi in casa o sul balcone una pianticella dall'aria non particolarmente accattivante, ma dalle proprietà decisamente importanti. "Diciamo che anche noi abbiamo seguito molto via Internet le vicende di questa pianta e del suo consumo - spiega ancora Roberto Noto - E, visto che anche il mercato della floricoltura chiede sempre novità, abbiamo pensato che questa potesse essere quella giusta per il 2000. L'unico dubbio è se la gente, sempre più abituata ad avere sempre tutto già pronto, avrà voglia di seccare le foglie e sbriciolarle, o fare infusi e sciroppi". Nei vivai, in ogni caso, insieme alla pianticella vengono diffusi depliant con le caratteristiche della Stevia e qualche consiglio sul suo utilizzo, comprese le modalità per realizzare l'infuso o lo sciroppo. La Rete racconta anche di molti studi scientifici sulle proprietà curative, oltre che alimentari, della Stevia: in primo luogo per il suo utilizzo come dolcificante da parte di chi soffre di diabete, visto che lo Stevioside, suo componente fondamentale, non viene metabolizzato se viene assunto per via orale. Per il momento la Food and Drug Administration americana non lo ha riconosciuto, ma il suo uso come dolcificante - venduto già confezionato in gocce o sciroppo - è comunque largamente conosciuto negli States. In Italia, però, potrebbe fare breccia anche il suo uso di coadiuvante nelle diete.
Repubblica 13/07/2000 |
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Dolcificanti senza segreti Sostituiscono lo zucchero. E hanno poche calorie. I rischi? Nessuno: basta utilizzarli nelle giuste dosi In un recente convegno sulle nuove abitudini alimentari nel nostro Paese è risultato che ben il 60 per cento degli italiani, tra i 18 e i 64 anni, consuma abitualmente cibi senza zucchero, con un dolcificante. Le ragioni? Prevenire problemi di salute, o mantenersi in linea. “I dolcificanti dietetici si possono tranquillamente usare per sostituire il saccarosio, cioè il normale zucchero da tavola” spiega Benvenuto Cestaro, docente di chimica biologica presso l’Università di Milano. “Lo zucchero naturale, infatti, ha lo svantaggio di far salire molto la glicemia nel sangue. E, se l’innalzamento si ripete più volte durante la giornata, a lungo andare può scatenare due malattie pericolose: il diabete e l’arteriosclerosi. Lo zucchero, però, può anche danneggiare i denti: tanto che, ormai, è considerato il principale responsabile della carie. E non è tutto: per il suo elevato contenuto calorico, è decisamente tra i peggiori nemici della linea”. I dolcificanti dietetici, invece, evitano questi problemi. Non scatenano malattie. Non danneggiano i denti. E, poiché hanno un potere dolcificante superiore a quello dello zucchero, ne basta una piccolissima quantità per ottenere alimenti e bevande gradevoli, ma quasi senza calorie. Anzi: fra i molti prodotti oggi in vendita ve ne sono due tipi, la saccarina e i ciclamati, che non forniscono neppure una caloria. Niente timori. Ma i dolcificanti artificiali sono davvero sicuri? Il dubbio è sorto perché, in tempi e in modi diversi, sia la saccarina sia l’aspartame sono stati accusati di far male alla salute. La saccarina, una decina di anni fa, era stata accusata di essere cancerogena.Se presa ad alte dosi e per lungo tempo, questa sostanza provocava la crescita di tumori alla vescica negli animali da laboratorio.“Le ricerche che sono state condotte successivamente, però, hanno del tutto ridimensionato questo timore” dice Cestaro.“Alle dosi normalmente impiegate, la saccarina non presenta assolutamente rischi per la salute”.Il secondo caso, più recente, è quello dell’aspartame, che oggi viene utilizzato dovunque: oltre a essere contenuto nelle bustine di dolcificante, lo troviamo nelle caramelle dietetiche e nelle bibite light.Secondo alcuni studi, questa sostanza tenderebbe a depositarsi nell’organismo: e favorirebbe danni cerebrali anche gravi.È vero? “L’allarme dell’anno scorso era ingiustificato” risponde Cestaro.“Non esiste nessuna prova che l’aspartame, se viene assunto in dosi normali, faccia male.Per evitare qualsiasi rischio, comunque, i produttori sconsigliano sia l’aspartame sia la saccarina alle persone più deboli: le donne in gravidanza. E i bimbi di meno di tre anni”. Mai esagerare. L’unica attenzione che i dolcificanti richiedono è proprio questa: non si deve superare mai la dose massima consentita. Il ciclamato e il mannitolo, per esempio, se sono presi in quantità eccessive, hanno un effetto lassativo. Conoscere il quantitativo di dolcificante consentito ogni giorno, insomma, è indispensabile. La tabella che trovate in questa pagina, che comprende i prodotti più diffusi in commercio, vi sarà preziosa anche per questo. Ma attenzione: calcolare quante pastiglie o bustine si usano non basta. Se si consumano prodotti light (bibite, caramelle) bisogna tenerne conto, controllando quale dolcificante è stato impiegato per prepararli e in quale dose. Questione di gusto. I dolcificanti hanno tutti un sapore particolare. Anche se la tecnologia ne ha perfezionato moltissimo il gusto, infatti, difficilmente questi prodotti sono buoni come lo zucchero. Le sostanze con il sapore migliore sono il fruttosio, l’aspartame e il sorbitolo. E i meno gradevoli? La saccarina, che dolcifica moltissimo ma ha un retrogusto persistente, un po’ amaro e metallico, e il mannitolo. Per rimediare, spesso le sostanze sono utilizzate insieme, in combinazione: il cocktail più comune è quello di sorbitolo più mannitolo. Così il prodotto finito ha un gusto gradevole.
Da: http://www.mondadori.com/donnamoderna/sal/4398_sal0.html |
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